Premetto che è un mio pensiero.. però onestamente mi sono stufato di dover leggere di tutti questi emigranti sui social, in televisione, in radio che raccontano della loro ” impresa” e della fantastica vita che fanno all’estero.

Partiamo da un presupposto: Se sei partito è perchè te lo potevi permettere. Almeno questo è quello che accade al 90% dei ” giovani ” che prendono e scelgono una capitale europea.

Gli Erasmus? Sono gratuiti ? non mi sembra, facoltà come Bocconi, Cattolica non ricordo che siano a buon prezzo.

Finisci le superiori e vai via: con quali soldi esattamente? che qualifica hai ?  Per dire di fare un’impresa, devi almeno avere i requisiti, se stai in appartamento pagato, con un budget che non hai deciso te, ma cresce ad ogni sms mandato in Italia.. beh..

Che poi chiedete alla maggior parte dei laureati italiani cosa vanno a fare: camerieri, panetteri, lavapiatti. ” Ma lo stipendio è il doppio!” vero, ma anche il costo della vita, altrimenti sarebbero tutti panettieri, camerieri etc. Un conto è lavorare in Svizzera e vivere in Italia, un conto è lavorare e vivere in Svizzera.

Attenzione: noi sentiamo solo la campana bella, ma quanti, di quelli che vanno all’estero, tornano con la coda fra la gambe? ” Ho fatto esperienza” ti dicono… cazzate. Non sei competitivo come lo eri e sei qua.

Ricorda che è una TUA scelta, come hanno fatto in migliaia negli anni 70/80 andando in America , però loro non avevano mamma/papà/nonni come linfa vitale.

Bisogna smetterla di parlare di gente che sta in fuga, ma degli eroi che rimangono qui, lavorano e magari provano a mettere su un’azienda, un’attività e per i più pazzi, pure una famiglia.