AMSTERDAM – Prostata, addio alla biopsia per sapere se è un tumore. La diagnosi arriva con un semplice test ad ultrasuoni e liquido di contrasto, senza esami invasivi (leggi aghi di siringa nelle zone intime). Un modo più economico e rapido e, cosa più importante, che riduce al minimo i falsi positivi.

Un’équipe della University of Technology di Eindhoven guidata dall’ingegnere italiano Massimo Mischi ha scoperto che basta infilare nello speciale liquido di contrasto usato per questa diagnosi delle piccole bolle che, una volta che il liquido viene iniettato, si disperdono nei vasi sanguigni. Gli ultrasuoni riescono ad individuarle e possono quindi ricostruire la mappa del flusso sanguigno.

In questo modo vedono anche se i tessuti tumoralihanno prodotto i loro caratteristici piccoli vasi, con una struttura particolare e riconoscibile dalle immagini ottenute con gli ultrasuoni ed elaborate al computer. In questo modo si può capire se il tumore c’è oppure no, il tutto in pochi minuti.

Questo esame è molto meno invasivo della biopsia, che per di più nel 70% dei casi rivela un risultato negativo. Questa nuova tecnica, ha spiegato il professor Mischi alla Stampa, può essere applicata anche per la diagnosi di altri tumori, come quelli al seno, al fegato e al pancreas. Al momento è stata sperimentata solo sul cancro alla prostata per il grande ritardo diagnostico in questo ambito. Ogni anno un milione di uomini si sottopone ad una biopsia, e centinaia di migliaia di uomini muoiono nel mondo per tumore alla prostata.